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La presentazioen di Google Sky al planetario di Amburgo (Reuters)
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Il 17 agosto del 1982 veniva prodotto il primo supporto in un laboratorio della Philips
Chi l’avrebbe detto: oggi il CD, o compact disc che dir si voglia, compie 25 anni.
Un quarto di secolo fa, il 17 agosto del 1982, infatti, veniva prodotto il primo supporto ottico digitale dalla Philips in Germania. Il CD venne poi perfezionato e portato alla ribalta dalla Sony. L’accordo con la Philips lo impose come nuovo standard di conservazione e riproduzione musicale. Successivamente venne il CD-ROM, supporto digitale per l’informatica. Anche se praticamente indistruttibile e non soggetto ad alcuna usura, e dal grande pregio di aver abolito il fruscio elettrostatico tipico del disco in vinile, il CD è stato spesso anche al centro di polemiche: i tradizionalisti del suono, infatti, ritengono che la musica suoni “fredda” rispetto all’LP in vinile. Tuttavia, secondo gli esperti, questo problema è stato superato da anni in seguito a nuove tecniche di stampa e settando adeguatamente il proprio impianto stereo (ammesso che non sia proprio scadente). Non si può però dire che i 25 anni del CD lo vedano al massimo del suo fulgore. Da tempo, ormai, si parla di tramonto: non tanto del supporto in sé (minato comunque dai costi sempre eccessivi dei CD musicali), quanto proprio per il modo in cui si consuma oggi la musica. Tra file mp3 e computer usati come discoteca e lettore anche il CD sembra ormai destinato al collezionismo di vecchi musicofili incalliti (come l’autore di questo blog).