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lunedì, 10 dicembre 2007
Wii ferma la pubblicità: troppe richieste
Allarme shortage: così la celebre console di Nintendo dice alt a tutte le pubblicità della sua console, appellandosi a una posizione responsabile a fronte di una domanda che sta lievitando troppo.

"Non vogliamo stimolare ulteriormente una domanda di Wii che potremmo avere difficoltà a soddisfare": così dichiarano dalla Nintendo e se da una parte i media sottolineano quanto ormai la console della casa nipponica sia popolare, dall'altra parte qualcuno enfatizza anche le strategie di marketing del marchio videoludico, che fin dall'inizio ha sbandierato la difficoltà a tenere dietro alla domanda, forse anche al fine di attirare l'attenzione dei consumatori, stimolando ulteriormente le richieste.

Da principio il colosso ha avuto effettivamente problemi nel tarare la produzione, anche perché la console ha il merito di aver sdoganato molti utenti (anziani, donne), i cosiddetti noncore gamers, dal ruolo di disinteressati al videogioco, conquistando fette di pubblico estranee a questa tradizione grazie ai joystick sensibili al movimento. Mano a mano Wii ha battuto inesorabilmente sia Microsoft Xbox 360 che la PS3 e sempre più spesso è successo che gli scaffali rimanessero a secco della console.

Talmente spesso da far pensare a una concomitanza tra un imprevisto e una tattica di marketing. Eppure la produzione è stata innalzata a 1,8 milioni di unità mensili, che non sono certo poche. Ma evidentemente la febbre natalizia è esplosa e il Wii è diventato tra i doni più inseguiti e voluti. Il ritiro della campagna pubblicitaria fa pensare che gli spot non fossero a tema natalizio, perché sarebbe stato altrimenti una perdita eccessiva per il marchio.
In questo modo invece le campagne promozionali già collaudate sono pronte a ripartire non appena le scorte salgono un po', senza alcuna difficoltà di riciclo. Gli acquirenti natalizi non apprezzeranno la mossa, che potrebbe rivelarsi anche una mancata opportunità e un colpo in termini di popolarità. Ma gli analisti sono pronti a scommettere che la casa giapponese ha già pronta un'altra console e che ha il controllo della situazione più di quanto appaia.

Autore: Emanuela Di Pasqua
Fonte: www.visionpost.it
Scritto da: nevadausa alle ore 22:58 | link | commenti | Categoria: news, wii
domenica, 02 dicembre 2007
Anche il p2p dice “on demand”
Girovagando per la rete, ho trovato una piccola grande conferma della mia teoria che vado propinando qua e là per il web: la tv del futuro è on demand. L’utente scarica ciò a cui è interessato e poi si gode i suoi bei contenuti quando e dove vuole, senza sottostare, in questo modo, ai rigidi palinsesti televisivi. Praticamente il futuro è il podcasting. Non tutti (anzi molto pochi), però, offrono i propri contenuti per poterne usufruire nel modo appena descritto; qualcosa si muove con Hulu e SyncTv (e secondo voi potevano essere gli italiani?), ma per il resto buio totale: Rai sta cercando di rinnovarsi, ma arranca e Mediaset propone furbescamente i suoi migliori (?) podcast a pagamento (chissà perché ha fatto pressioni su Vcast…).
L’unica risorsa, per chi non può fare a meno della tv on demand, è l’illegalità diffusa della rete peer to peer (lungi da me apologizzare il p2p illegale). Non me ne vogliano le major ma è così. Proprio a questo proposito ho trovato un interessante grafico sul blog di Mininova (inserito tra i 100 siti più visitati del web) che mette in evidenza come ben il 62% dei file scaricati faccia riferimento a contenuti video (Tv Shows, Anime e Movies); se teniamo conto, inoltre, che il podcasting comprende anche e soprattutto contenuti audio, la percentuale sale addirittura all’83%!
Vuoi vedere che alla fine ci sto cominciando a capire qualcosa?
Ecco perché nessuno vuole mollare la presa!

Fonte: TvRevolution
             P2PForum

Il grafico con legenda a questo indirizzo!
Scritto da: nevadausa alle ore 12:00 | link | commenti | Categoria: news, internet
domenica, 25 novembre 2007
Cnn: un italiano si aggiudica su eBay una citta' fantasma in Texas
Un italiano, si e' aggiudicato all'asta su eBay la cittadina fantasma di Albert, nel Texas. La piccola e disabitata localita' e' stata venduta per circa 3 milioni di dollari.

Albert si trova a 100 Km da San Antonio ed e' composta da una scuola, una sala da ballo, una casa con tre stanze e un frutteto.

 Il venditore, Bobby Cave, 47 anni, agente immobiliare, ha spiegato alla Bbc che lo ha intervistato di aver acquistato a sua volta il terreno tre anni e mezzo fa. Ora sta verificando l'identita' dell'acquirente prima di confermare la transazione, e comunque ha ricevuto numerose altre offerte giudicate serie, qualora l'offerta dell'italiano non dovesse concludersi positivamente.
Gli unici abitanti di Albert sono Cave e un custode, ma solo i fine settimana.

Fonte: http://www.rainews24.it


Scritto da: nevadausa alle ore 23:45 | link | commenti | Categoria: news, curiosita
giovedì, 15 novembre 2007
Trojan negli hard disk Maxtor
Un gran numero di hard disk Maxtor ospiterebbe un malware capace di collegarsi a due server situati in Cina ed inviare informazioni.

Come riporta il giornale taiwanese Taipei Times, circa 1800 hard disk esterni di Maxtor, prodotti da in Thailandia da Seagate, ospiterebbero un malware, in grado di collegarsi a due server cinesi e inviare informazioni importanti.

Sembra inoltre che il virus sia in grado di eludere la maggioranza dei software antivirus aggiornati prima del 2 Ottobre, anche se, stando a quanto dichiarato da Seagate, l’aggiornamento degli antivirus sarà sufficiente a risolvere il problema.

I modelli di hard disk esterni contaminati hanno tutti una capienza di 300 o 500 GB e sembra siano stati tutti venduti sul mercato taiwanese. Sempre secondo il Taipei Times, dietro al trojan ci sarebbe il governo cinese, pertanto, le autorità locali hanno aperto un' inchiesta.

Fonte: http://www.ampletech.net
Scritto da: nevadausa alle ore 22:23 | link | commenti | Categoria: news, tecnologia
domenica, 21 ottobre 2007
Grande Raikkonen e Grande Ferrari!!!!!


Fonte: Quotidiano Net

Rossa, il tuo trionfo è già nella storia Raikkonen è campione del mondo Disastro Hamilton, tradito dai nervi

Il finlandese vince a Interlagos davanti a Felipe e si prende il titolo piloti: battuti Alonso e Hamilton. Lo spagnolo chiude al terzo posto, mentre Lewis inanella un errore dietro l'altro e chiude in settima posizione


  Interlagos, 21 ottobre 2007 - Kimi Raikkonen con la Ferrari è campione del mondo della Formula 1. Nell'ultima e decisiva gara sul circuito brasiliano di Interlagos il finlandese mette a segno il sesto centro stagionale, davanti all'altra Ferrari di Felipe Massa e Fernando Alonso, che gli vale il primo titolo iridato della sua carriera dopo sette anni in Formula 1.

Al semaforo rosso le chance di Raikkonen erano flebili ma al passaggio sotto la bandiera a scacchi il finlandese è davanti a tutti nella classifica del campionato piloti con 110 punti, ad una lunghezza dai piloti McLaren Lewis Hamilton, settimo in gara, e Fernando Alonso 109. La Ferrari mette a segno così un difficile e forse insperato "grande slam" con il titolo costruttori assegnatole dalla Fia per lo scandalo della Spy Story.

 

Partenza da incubo per Lewis Hamilton. Il pilota della McLaren dopo il semaforo si è visto superare dalla Ferrari di Kimi Raikkonen, secondo alle spalle della rossa di Felipe Massa, e dal compagno di squadra della McLaren Fernando Alonso. Nel tentativo di sopravanzare lo spagnolo, il pilota inglese è finito fuori pista ma prontamente rientrato alle spalle della Toyota di Jarno Trulli, sorpassandolo nel giro successivo.

 

Ottima, invece, la partenza del finlandese che ha sfruttato il corridoio lasciatogli dal compagno di squadra che a semaforo spento ha immediatamente fatto da tappo alla McLaren dell'inglese.

 

Ma i guai per il rookie non finiscono al primo giro: nel corso dell'ottava tornata, dopo essere riuscito a risalire dall'ottavo al quinto posto che gli avrebbe permesso di rimanere in corsa per il titolo, Hamilton ha improvvisamente rallentato per un problema al cambio, tanto da scivolare fino in fondo al gruppo in diciottesima posizione. Dopo alcuni secondi, poi, Hamilton è riuscito a sbloccare le marce ed ha potuto riprendere regolarmente la corsa.

 

Dal 20esimo giro comincia il valzer dei pit-stop. Il primo ad entrare è Massa, che resta al comando su Raikkonen che viene richiamato ai box il giro successivo. Le due McLaren rientrano al 22esimo giro con Alonso prima di Hamilton. L'inglese però monta gomme morbide per cercare di risalire posizioni e tornare in zona punti per tenere viva la speranza. Hamilton effettua il secondo pit stop al 37esimo giro e dopo aver guadagnato il nono posto toglie le gomme morbide per fare il più tardi possibile la terza sosta.

 

Scritto da: nevadausa alle ore 21:48 | link | commenti | Categoria: news, sport
giovedì, 18 ottobre 2007
YouTube inizia un test pubblico di database anti-pirateria

Fonte: Reuters

SAN FRANCISCO (Reuters) - YouTube, sito di condivisione video di Google , ha annunciato di aver cominciato a testare un database a lungo atteso nel tentativo di contenere la valanga di cause legali intentategli a causa dei video pirati.

Il più grande sito online di video-sharing ha detto che la tecnologia YouTube Video Identification è un database che archivia riferimenti a file di contenuti video coperti da diritto di proprietà e li confronta con quelli che gli utenti di YouTube cercano di caricare.

"Faremo una scansione completa di file. Una casa cinematografica può darci un film di tre ore e noi ne faremo una scansione completa", ha detto il product manager di YouTube David King ai giornalisti, nel corso di una conferenza per discutere la diffusione del test ID.

YouTube aveva detto in precedenza di aver iniziato un test privato di una tecnologia di identificazione video con nove società media, tra le quali ha citato solo Walt Disney e Time Warner Inc.

YouTube è finita nel mirino delle società media tradizionali con l'accusa di non permettere di identificare i videoclip caricati dagli utenti senza autorizzazione. In marzo, Viacom Inc ha intentato una delle numerose cause contro YouTube, chiedendo un miliardo di dollari di risarcimento danni.

Scritto da: nevadausa alle ore 20:12 | link | commenti | Categoria: news, internet
martedì, 16 ottobre 2007
E su You Tube arriva il filtro del copyright
Fonte: Corriere della Sera
YouTube E' il primo tentativo di far rispettare la normativa sul copyright su You Tube. Google, la casa madre del principale sito di diffusione di video artigianali e non, ha presentato lunedì scorso un sistema che dovrebbe impedire in futuro la pubblicazione su You Tube di filmati, in tutto o in parte, coperti dal diritto d'autore. Una scelta, quella di Google, che è di fatto diventata una necessità, dopo che in marzo la Viacom ha intentato una causa da un miliardo di dollari alla compagnia di Mountain View, proprio per violazione del diritto d'autore. Tanti, troppi filmati apparsi su You Tube appartenevano infatti alla media-company americana.
Il sistema, denominato YouTube Video Identification, richiede però la collaborazione proprio di quelle media company che guardano con sospetto al sito di video-sharing.

In pratica acquisendo tutti i contenuti coperti da diritto d'autore, film, spot videoclip ecc... è possibile creare un'impronta digitale di ogni sequenza. Questa enorme massa di dati verrà inserita in un database che, ogni volta che l'utente tenterà di pubblicare un video, provvederà a comparare il filmato con i contenuti presenti nel database stesso e ad impedire la diffusione in rete di tutti i contenuti coperti dal diritto d'autore. In alternativa se ci sarà invece l'ok del possessore dei diritti, sarà possibile mettere in rete il contenuto, affiancargli della pubblicità e dividere con You Tube gli incassi. Google ha spiegato che attualmente sta già testando il nuovo sistema con 9 diverse media-company, tra cui la Disney, la Time Warner, la Cbs e la Nbc.


Attualmente però non è ancora chiaro quanto potrà essere efficace il sistema. Come ha spiegato l'amministratore delegato di Google Eric E. Schmidt al momento è impossibile raggiungere un'accuratezza del 100%. "La questione è: sarà preciso all'80% o al 90%?" ha detto Schmidt ai giornalisti nel corso di una conferenza stampa.
Non è però solo l'accuratezza di You Tube Identification a preoccupare sia i produttori di contenuti che i semplici utenti. Alcuni produttori di contenuti, come quelli sportivi, sostengono infatti che sarebbe pericoloso consegnare nelle mani di Google tutto il materiale in loro possesso. Si correrebbe il rischio di vedere girare clandestinamente in rete lo stesso i filmati, ma con una qualità molto migliore di quella attuale.

Sospettosi anche i navigatori che temono di essere identificati e citati in giudizio qualora mettessero in rete materiale coperto da diritti di cui magari loro non sono a conoscenza.

Scritto da: nevadausa alle ore 23:14 | link | commenti | Categoria: news, internet
lunedì, 15 ottobre 2007
Google mette assieme i servizi di Google Earth e YouTube

RALEIGH, Stati Uniti, 12 ottobre (Reuters) - Google sta avvicinando il mondo dei filmati sul Web a quello delle mappe geografiche permettendo agli utenti di Google Earth di vedere e ascoltare filmati legati a un luogo in particolare.

Gli utenti di YouTube potranno anche localizzare geograficamente i propri video su un planisfero e potranno zoomare su un luogo in particolare del pianeta e guardare i video che sono legati a quel particolare luogo.

Per esempio, gli utenti del Web che hanno intenzione di partire per le Hawaii potrebbero trovare video di gente che fa surf, o di immersioni subacquee o ancora di pesci esotici mentre i visitatori virtuali che sceglieranno per meta Chamonix sul Monte Bianco potranno vedere dei filmati di sciatori sulle Alpi.

Gli utenti di Google Earth possono già vedere fotografie messe online da alcuni utenti su Panoramio, un servizio che mette a disposizione fotografie e mappe, acquistato da Google in maggio.

Gli utenti di Google Earth potranno sì vedere un video ma non potranno aggiungere informazioni geografiche, secondo quanto riferito da un portavoce di Google.

Fonte: Reuters
Scritto da: nevadausa alle ore 19:39 | link | commenti | Categoria: news, internet
martedì, 09 ottobre 2007
Nuova frontiera per gli antifurto Kit di adesivi con finti graffi

Altro che sistemi satellitari, blocca pedali, lucchetti al volante o sirene che strombazzano nell'indifferenza dei passanti. Dal festival del design di Londra arriva una nuova idea



Dimenticate l'antifurto satellitare, il blocca pedali, il lucchetto al volante e le sirene che strombazzano nell'indifferenza dei passanti. Il rimedio per non farsi rubare l'automobile ora è un kit adesivo fatto di finti graffi, finta ruggine e ammaccature di ogni tipo sulla carrozzeria.

Gli stickers si applicano sul cofano, sugli sportelli persino sul tetto per invecchiare la macchina e renderla meno appetibile agli occhi dei ladri. Per una decina di euro il kit antifurto, che ricorda tanto la mitica maglietta con la cintura di sicurezza disegnata, si trova in vendita sul web: i graffi e le macchie di ruggine sono di ogni forma e dimensione con sbavature e imperfezioni che le fanno sembrare ancora più veritiere.

Del resto c'è la mano esperta di un giovane grafico inglese , che quest' "opera" l'ha addirittura esposta al festival di design di Londra poche settimane fa. Dominic Wilcox l'idea degli adesivi ce l'ha avuta dopo aver subito l'ennesimo furto di bicicletta, il mezzo di trasporto che usa di più per muoversi tra le rive del Tamigi.

"Grazie agli stickers la mia nuova bici rossa fiammante non è stata ancora toccata - spiega- Ce l'ho da 13 giorni e per Londra è un record".
(8 ottobre 2007)

Fonte: Repubblica
Scritto da: nevadausa alle ore 21:05 | link | commenti (1) | Categoria: news, curiosita
domenica, 07 ottobre 2007
222.000 dollari di multa alla ribelle del P2P
Fonte: http://webnews.html.it

Lei nega, ma la giuria non le ha creduto: le prove parlano chiaro. Jammi Thomas, colei la quale è ricorsa alle armi legali contro le accuse delle major, nega di aver mai usato Kazaa, ma intanto si trova sulle spalle una penale da 222 mila dollari

Aveva avuto il coraggio di ribellarsi alla denuncia delle major, ma la sua battaglia sembra avere una immediata brutta battuta d'arresto: Jammie Thomas (30enne di Brainerd, Minnesota) è stata condannata al pagamento di 220.000 dollari di penale per aver scaricato e condiviso illegalmente file musicali attraverso Kazaa.

Jammie Thomas è una delle migliaia di utenti denunciate dalle major negli anni passati nella speranza di poter combattere con la forza la pirateria musicale tramite i canali peer-to-peer. A differenza di tutti coloro i quali sono scesi a patteggiamento con le major, nel caso specifico il legale si è presentato alla sbarra proclamando l'innocenza della propria assistita. In particolare Jammie Thomas avrebbe mai avuto un account Kazaa nè avrebbe voluto condividere alcunchè in rete. Le scusanti apportate, però, non hanno retto: sembra dimostrato il fatto che su quel pc vi sia stata l'iscrizione a Kazaa (a nome Terastar@Kazaa) e siano stati condivisi molti file, dunque l'imputata si è trovata presto con le spalle al muro.

La causa si è ristretta a 24 file sui quasi 2000 identificati dall'accusa. La penale è stata identificata in 9,250 dollari per ogni file, ovvero un totale di 222 mila dollari in tutto. Brian Toder, l'avvocato della difesa, spiega ora che che Jammie Thomas è in gravi difficoltà finanziarie a causa della pena imposta e continua a dichiarare anche a processo chiuso che la sua assistita non sa come tutto abbia potuto succedere.

L'accusa era rappresentata nel caso da case discografiche del calibro di Sony BMG, Arista Records LLC, Interscope Records, UMG Recordings Inc., Capitol Records Inc. e Warner Bros. Records Inc. Trattasi di una importante vittoria per le major in quanto rappresenta un fondamentale precedente che scoraggerà presumibilmente altri utenti dal ricorrere ai legali a seguito di eventuali denunce provenienti dalla RIAA (chi ha patteggiato ne è uscito infatti con poche migliaia di dollari di sanzione).

Scritto da: nevadausa alle ore 23:18 | link | commenti | Categoria: news, internet